Che la cultura a Teramo sia malata non è una novità, a prescindere dai tagli ai finanziamenti alle associazioni culturali. Quello che manca nella nostra città è proprio una cultura della cultura; se si andasse in giro per le vie del centro e si chiedesse ai passanti cos’è il Maggio Fest, probabilmente solo una piccola parte degli intervistati saprebbe di cosa si sta parlando, e probabilmente avrebbero tutti un età abbastanza avanzata, difficilmente un giovane teramano è a conoscenza delle attività culturali svolte nella nostra città…tra questi, purtroppo, mi riconosco anch’io.
Il fatto è che la cultura a Teramo spesso è percepita come una cosa d’elite, riservata a pochi, per diverse ragioni.
Primo motivo è, a mio avviso, una poco visibile pubblicità degli eventi…a me personalmente è successo di venire a conoscenza di eventi interessanti dopo che questi si erano già tenuti.
Un altro elemento importante è l’aspetto economico… certamente un prezzo di 30€ per uno spettacolo teatrale, magari anche con la partecipazione di attori importanti nel panorama nazionale, o concerti con musicisti di spessore internazionale, è inferiore a quello che chi riconosce l’importanza di tali esibizioni sarebbe disposto a spendere, ma allo stesso tempo è troppo elevato per chi invece non ne comprende l’importanza culturale.
A mio avviso, la soluzione a questa situazione che non fa onore alla nostra città, è nella necessità di investire ora nella cultura della cultura, ossia nel fare avvicinare i giovani alla cultura, attraverso la collaborazione con le scuole cittadine, magari con la creazione di un laboratorio teatrale o musicale che riguardi gli studenti, che magari svolga le sue attività prevalentemente in orario pomeridiano, ma anche, in minima parte, durante il normale orario scolastico.
Un altra proposta potrebbe essere l’organizzazione di spettacoli gratuiti dedicati a tutta la famiglia, magari da tenere di domenica, magari in spazia aperti, come ad esempio nelle varie aree del parco fluviale. Spettacoli questi che potrebbero essere tenuti da allievi delle scuole di teatro o musicali della città, il che permetterebbe agli allievi di fare pratica delle loro conoscenze acquisite davanti ad un pubblico e allo stesso tempo alle scuole di farsi pubblicità.
Per poterci rialzare dai momenti di crisi, sono necessari degli investimenti, altrimenti la situazione ristagna e non si uscirà mai da una situazione negativa
Che la cultura a Teramo sia malata non è una novità, a prescindere dai tagli ai finanziamenti alle associazioni culturali. Quello che manca nella nostra città è proprio una cultura della cultura; se si andasse in giro per le vie del centro e si chiedesse ai passanti cos’è il Maggio Fest, probabilmente solo una piccola parte degli intervistati saprebbe di cosa si sta parlando, e probabilmente avrebbero tutti un età abbastanza avanzata, difficilmente un giovane teramano è a conoscenza delle attività culturali svolte nella nostra città…tra questi, purtroppo, mi riconosco anch’io.
Il fatto è che la cultura a Teramo spesso è percepita come una cosa d’elite, riservata a pochi, per diverse ragioni.
Primo motivo è, a mio avviso, una poco visibile pubblicità degli eventi…a me personalmente è successo di venire a conoscenza di eventi interessanti dopo che questi si erano già tenuti.
Un altro elemento importante è l’aspetto economico… certamente un prezzo di 30€ per uno spettacolo teatrale, magari anche con la partecipazione di attori importanti nel panorama nazionale, o concerti con musicisti di spessore internazionale, è inferiore a quello che chi riconosce l’importanza di tali esibizioni sarebbe disposto a spendere, ma allo stesso tempo è troppo elevato per chi invece non ne comprende l’importanza culturale.
A mio avviso, la soluzione a questa situazione che non fa onore alla nostra città, è nella necessità di investire ora nella cultura della cultura, ossia nel fare avvicinare i giovani alla cultura, attraverso la collaborazione con le scuole cittadine, magari con la creazione di un laboratorio teatrale o musicale che riguardi gli studenti, che magari svolga le sue attività prevalentemente in orario pomeridiano, ma anche, in minima parte, durante il normale orario scolastico.
Un altra proposta potrebbe essere l’organizzazione di spettacoli gratuiti dedicati a tutta la famiglia, magari da tenere di domenica, magari in spazia aperti, come ad esempio nelle varie aree del parco fluviale. Spettacoli questi che potrebbero essere tenuti da allievi delle scuole di teatro o musicali della città, il che permetterebbe agli allievi di fare pratica delle loro conoscenze acquisite davanti ad un pubblico e allo stesso tempo alle scuole di farsi pubblicità.
Per poterci rialzare dai momenti di crisi, sono necessari degli investimenti, altrimenti la situazione ristagna e non si uscirà mai da una situazione negativa