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La mobilità perduta

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Video Notizie ,

  1. LUCA
    24 dicembre 2008 at 15:00 | #1

    RABUFFO NON HA ALCUNA COMPETENZA TECNICA PER LA FUNZIONE CHE HA RIVESTITO (ASSESSORE ALLA VIABILITA’) ED IL DISASTRO E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI. A VILLA MOSCA VOGLIONO LA SUA PELLE ,ED ANCHE ALTRI QUARTIERI DI TERAMO LO VORREBBERO CROCIFISSO CON I LADRONI AL POSTO DI GESU’ !
    IL SUO TENTATIVO DI FAR RICADERE LA COLPA DEL CONSUMISMO NATALIZIO ( E DEL RELATIVO TRAFFICO IMPAZZITO ) SULLA DECISIONE PREFETTIZIA DI RIAPRIRE VIA ARNO è un infantile tentativo di GIUSTIFICARE LE SUE IRRAZIONALI DECISIONI SULLA VIABILITA’.

    Il commissario prefettizio è persona capacissima e probabilmente dotata di COMPETENZE TECNICHE e RAZIOCINIO UMANO molto più sviluppato del nostro ahimè VICESINDACO RABUFFO, ne prenda atto ed impari il MODUS OPERANDI di questi signori…. CI VOGLIONO DECISIONI CONCERTATE E BASATE SU DATI TECNICI, e NON DESPOTICI ATTI DI GENIO PARTORITE DA UNA MENTE AUTORITARIA.

    Luca

  2. Kaya
    9 gennaio 2009 at 16:51 | #2

    Meno male che è stata riattivata via Arno per arrivare a via Po.Non sono di Teramo città e dal quartiere di Villa Mosca ma anche Colleparco e soprattutto dall’Ospedale era veramente un incubo cercare di uscire ed arrivare alla superstrada…il cosidetto Giro del Moschino tra semafori e le iterminabili code d via Po.
    Invece ora è un passaggio rapido ed indolore poichè c’è un rallentamento “naturale” (?!?) in quella zona che è dato anche dallo svincolo verso Viale Crispi e dall’incanalamento sempre AHIME’ lento e doloroso dalla periferia verso il centro città ed oltre.
    Grazie commissario!!

  3. domenico bucciarelli
    26 febbraio 2009 at 09:52 | #3

    Il tema della mobilità urbana costituisce per la città di Teramo un problema di carattere ambientale non più sostenibile e rinviabile nel tempo; negli ultimi anni in maniera particolare è stata superata la soglia di traffico compatibile con un livello accettabile di qualità dell’ambiente urbano.
    I costi generati dal traffico motorizzato, in termini di consumo di energia, di emissioni inquinanti atmosferiche e sonore, sono solo un aspetto del complesso rapporto tra ambiente urbano e mobilità. La cogestione crescente della rete stradale con la riduzione della velocità media di avanzamento, la continua occupazione di vie e piazze dalle auto in movimento o in sosta, sopratutto di tipo irregolare,il rischio di incidenti stradali, l’impatto estetico sul paesaggio urbano, rappresentano altrettanti elementi di degrado della qualità della vita nella citta di Teramo. Sul punto, l’ultima Amministrazione si è caratterizzata di “pressappochismo” e “lassismo” che nella sostanza “ha si cambiato la citta” ma siciuramente in peggio. La città è stata aggredita dalle auto e l’aria che si respira è carica di smog, con grave danno per la salute dei cittadini. Attraversare Teramo è divenuto quasi impossibile e, benchè le aree di sosta e parcheggi regolamentati fossero aumentate, le auto assediano abusivamente le piazze più belle della città (vedasi piazza Garibaldi, liberata dai distributori da precedenti Ammnistrazioni).
    In questi ultimi anni non si è più argomentato di aree verdi, di isole pedonali, di inquinamento, di fiumi, di parchi fluviali ed in genere dello stato di salute ambientale della città che, da recenti dati, occupa la pòoco dignitosa 90^ posizione tra tutte le città capoluogo d’Italia, rispetto alla 24^ dell’anno 2001.
    Cosa fare? In estrema sintesi:
    - ottimizzare la rete di circolazione locale e territoriale (ultimazione del lotto zero e progettazione della variante nord);
    - attuazione del PUT approvato nel 2000, se pur rivisto in alcuni suoi marginali aspetti;
    - modificare i comportamenti e le preferenze individuali, programmando interventi finalizzati alla riduzione del bisogno di mobilità individuale;
    - realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili;
    - prolungamento del trasporto ferroviario;
    - potenziamento dei bus gratuiti in centro storico e nelle aree limitrofe.

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